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Pici alla contadina, gnocchetti tricolore alla sorrentina, gnocchetti alla crema di scampi. E ancora, lasagna alla bolognese, tortelli di patate e pecorino ai due pomodorini, crespelle radicchio e speck, eccolo il menù con i primi piatti tipici delle regioni d’Italia, che hanno potuto gustare gli invitati all’interno carcere di Rebibba Femminile a Roma. La “ghiotta” occasione è stata il pranzo condiviso, preparato dalle donne private della libertà che hanno partecipato al corso “Pasta al fresco”. Il progetto, promosso da Coop - Unicoop Etruria in collaborazione con Roma Rebibbia femminile Casa circondariale - Germana Stefanini, è durato cinque mesi e ha coinvolto 12 donne detenute guidate dagli chef Rocco Notargiacomo e Alessandro Colletti. Le ragazze hanno intrapreso un percorso di tecnica e pratica, tra tradizione e modernità, che le ha portate ad acquisire le competenze necessarie per la creazione di prodotti di qualità ed eccellenza. Parallelamente all’attività di laboratorio, il progetto ha previsto anche corsi di formazione specifici su igiene e sicurezza alimentare.

L’intento dei promotori è quello “di dare una formazione alle allieve che le istruisca su un lavoro spendibile anche quando avranno terminato di scontare la loro pena. - spiega Alessandro Reale, coordinatore del progetto, che da sempre mette a disposizione impegno e competenza per il recupero dei detenuti - Il corso vuole favorire il reinserimento nella società e nel mercato del lavoro, promuovendo la crescita personale e l'autostima attraverso l'apprendimento di un antico mestiere artigianale”.