Roma, 10 giu. (askanews) – Tirare la sfoglia col mattarello, riempire i tortellini, preparare le lasagne strato dopo strato. C’è tutta la tradizione culinaria italiana della pasta fresca nel progetto che si chiama appunto “Pasta al fresco” e vuole promuovere l’inclusione sociale delle donne detenute e fornire competenze professionali per favorire un effettivo reinserimento nel mondo del lavoro al termine del periodo detentivo. L’iniziativa è stata promossa da Coop – Unicoop Etruria in collaborazione con Roma Rebibbia femminile Casa circondariale – Germana Stefanini e che oggi ha visto un evento conclusivo all’interno del carcere, ovvero un pranzo condiviso tutto preparato dalle donne coinvolte a base di tortellini, lasagne e agnolotti.
Il progetto è durato cinque mesi e ha coinvolto 12 detenute selezionate su base volontaria tramite colloqui individuali con il supporto degli educatori dell’Istituto, che hanno ricevuto una formazione professionale incentrata sulla figura del pastaio, artigiano della tradizione culinaria italiana. Il corso ha previsto attività di laboratorio, con la preparazione di varie tipologie di pasta fresca e all’uovo nel rispetto della tradizione italiana e regionale, un tirocinio pratico all’interno dell’Istituto, e corsi di formazione specifici su Igiene e sicurezza alimentare e sul lavoro.










