A ospitare l’evento è stata la torrefazione del «caffè Galeotto» posta all’interno del carcere. Lo spazio che per 364 giorni l’anno vede lavorare una quindicina di detenuti alla produzione del caffè e alla preparazione o riparazione di macchinette e distributori, è stato adibito per un giorno a ospitare grandi tavoli di legno vestiti a festa. Seduti al centro della sala gli invitati tra cui il personale amministrativo, rappresentanti politici del territorio, i volontari che a Rebibbia prestano la loro importante opera, agenti della polizia penitenziaria, con il sempre gentile e disponibile Sandro Pepe e naturalmente loro, le persone private della libertà: un’intera comunità riunita che lavora tutta insieme per ridare speranza a chi ha sbagliato, attraverso formazione e cultura della legalità.
Un pranzo di Natale che sa di riscatto. A Rebibbia i detenuti cucinano per gli ospiti
Un prosecco di benvenuto, poi lasagna con salsiccia e funghi, carne con cicoria ripassata e patate al forno, tiramisù e per concludere una tazz...










