Dopo anni di detenzione e il regime di semilibertà, Alberto Stasi lascia il carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza della difesa concedendo l’affidamento in prova ai servizi sociali all’uomo condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007. La decisione, anticipata dal Tg La7 e confermata da fonti qualificate all’Ansa, arriva dopo il parere favorevole espresso dalla Procura generale di Milano.

La buona condotta e il percorso nel carcere di Bollate

Alla base del via libera ci sarebbero la buona condotta mantenuta da Stasi durante gli anni di detenzione e le relazioni positive dell’équipe del carcere di Bollate. Negli ultimi anni Stasi aveva già ottenuto prima il lavoro esterno e successivamente la semilibertà. Secondo quanto trapela, il fine pena è previsto nel 2028 e proprio la progressione dei benefici penitenziari avrebbe favorito la concessione dell’affidamento ai servizi sociali.

La decisione non riguarda la revisione del processo

Il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza non avrebbe alcun collegamento con l’eventuale richiesta di revisione del processo sul delitto di Garlasco. La difesa di Alberto Stasi starebbe infatti preparando una nuova istanza per tentare di riaprire il caso giudiziario che da anni continua a dividere opinione pubblica e cronaca giudiziaria.