Avrebbe sempre negato tensioni all'interno della famiglia. E ora è indagata per favoreggiamento. Nei guai un'intima amica dei coniugi Di Vita, le cui dichiarazioni sono risultate discordanti rispetto agli elementi raccolti dagli investigatori. C'è un nuovo colpo di scena nel giallo di Pietracatella. Dalle chat sarebbero emerse conversazioni su tensioni in famiglia in passato e dunque incongruenze con alcune testimonianze rese da persone informate dei fatti davanti agli uomini della Squadra Mobile. La donna, in questi mesi, è stata ascoltata in questura per ben tre volte come persona informata dei fatti. Stando a quanto trapela, ha sempre negato problemi e dissapori tra i Di Vita. Al contrario, sarebbe stata a conoscenza di dettagli importanti, ma nel corso delle audizioni avrebbe continuato a negare. Da qui la denuncia per aver ostacolato il lavoro degli inquirenti.
Ma non sarebbe un caso isolato. Non è escluso che durante le indagini per il duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina nel mese di dicembre, anche altri testimoni siano risultati poco disponibili nel riferire circostanze ed episodi specifici. Tutto questo, mentre proseguono gli interrogatori che, al momento, sono arrivati a quota 160 e nell'attesa dell'esito delle autopsia e dei nuovi esami tossicologici che dovrebbero arrivare entro la fine del mese. Come è noto il lavoro sui dispositivi elettronici sequestrati è ancora in corso e sarà completato nelle prossime settimane. Nel dettaglio riguarda i telefoni delle vittime, lo smartphone della sorella Alice e infine un tablet, un pc e due modem che erano nella casa di famiglia.










