L'accusa è favoreggiamento: avrebbe mentito agli investigatori sulle tensioni all’interno della famiglia Di Vita

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Si profila una svolta nelle indagini relative al duplice omicidio di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, mamma e figlia morte lo scorso dicembre a Pietracatella (Campobasso) dopo essere state avvelenate con la ricina. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, un’amica dei coniugi Di Vita è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento: e sarebbe ora indagata. Avrebbe fornito agli investigatori dichiarazioni non veritiere, negando l’esistenza di contrasti all’interno del nucleo familiare. Gli accertamenti successivi avrebbero evidenziato elementi incompatibili con la sua versione, aprendo così un nuovo fronte nell’inchiesta. Il nuovo scenarioLa donna denunciata per favoreggiamento, tra i mesi di gennaio e giugno, è stata sentita per tre volte dagli investigatori a sommarie informazioni testimoniali, cioè come persona informata sui fatti. Per gli inquirenti che indagano sul giallo di Pietracatella, durante le audizioni, avrebbe negato di essere a conoscenza di dissidi e tensioni all’interno della famiglia Di Vita. Dall’analisi delle chat e dei messaggi estrapolati dai cellulari in uso alle vittime sarebbero emersi elementi tali da smentire la sua testimonianza, suggerendo al contrario l’esistenza di alcuni, non meglio precisati, contrasti familiari.