Economia 12 giugno 2026 La segretaria del PD prima sostiene che «non si deve avere paura» di tassare i patrimoni, poi che l’argomento è «fuori dal programma» del centrosinistra ANSA Non un tabù, ma un tema che va discusso. Un argomento su cui non si deve avere paura, ma al momento fuori dal programma condiviso del centrosinistra. Uno degli argomenti sui cui la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sembra essere più tentennante da quando è capo del suo partito è senza dubbio la patrimoniale, termine con cui si intende un’imposta sui grandi patrimoni, sia per aumentare le entrate fiscali dello Stato sia come possibile soluzione alle crescenti disuguaglianze che esistono nel nostro Paese.
Il tema della patrimoniale ritorna spesso al centro del dibattito politico, con proposte di legge spesso di iniziativa popolare, ma che non hanno mai fortuna. I partiti di centrodestra sono contrari alla patrimoniale, mentre tra i partiti di opposizione l’unica forza politica convintamente a favore è Alleanza Verdi-Sinistra. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il segretario di Azione Carlo Calenda si sono infatti detti contrari, mentre Schlein sta adottando una posizione non netta sull’idea di introdurre in Italia una tassa sui grandi patrimoni. La mozione congressuale Una certa vaghezza sul tema della patrimoniale da parte di Schlein è emersa già nella mozione con cui si era presentata al congresso del PD del 2023, che ha poi vinto diventando segretaria del partito. «In una riforma fiscale complessiva e progressiva anche il tema dei grandi patrimoni deve essere affrontato in un’ottica redistributiva, a partire dall’allineamento della tassa sulle donazioni e successioni al livello degli altri grandi Paesi europei», si legge nel documento presentato da Schlein per il congresso.














