di Fabrizio Roncone

La segretaria del Pd ha consegnato al centrodestra la più temibile arma retorica con cui poter essere attaccata nei comizi e nei talk show

Dopo l’estate capiremo forse meglio quando si andrà a votare per le elezioni politiche: la campagna elettorale, però, è già partita. E, pronti, via, Elly Schlein ha subito usato l’unica parola che non avrebbe mai dovuto usare. La parola che in Italia è vietata per qualsiasi partito o coalizione intenda ambire alla vittoria: “patrimoniale”.

Ma forse dire vietata è poco. È la parola perfetta per farti perdere, è una gomma da masticare che ti resta appiccicata sotto la scarpa fino al giorno del voto. La segretaria del Pd ha precisato che pensa a una patrimoniale europea «sui miliardari, cioè sull’1% della popolazione, forse persino meno». Ora: sorvolando che siamo, a essere generosi, nella pura utopia, il punto è un altro. Perché, com’era inevitabile, la parolina avvelenata è stata subito utilizzata da Antonio Tajani, gran capo di FI. Che ha finto di capire fischio per fiasco. E ha tuonato: «Mai le mani nelle tasche degli italiani!».

La frittata, come dicevano le nonne, era fatta. Elly ha così consegnato al centrodestra la più temibile arma retorica con cui poter essere attaccata nei comizi e durante i talk tv. Da adesso in poi, resterà l’idea che Elly e il Campo largo, nonostante le prese di distanza di molti esponenti del suo stesso partito, più Matteo Renzi, più persino i 5 Stelle, intendano tassare brutalmente gli italiani. Un errore blu. Eppure, con questo tipo di incidenti, il centrosinistra s’è già fatto male spesso in passato. Ci sono un mucchio di esempi. Ma voglio ricordarvi solo la sanguinosa campagna pubblicitaria di Rifondazione comunista che, nel 2006, per pungolare un governo di cui era azionista (il Prodi II), partorì lo slogan: «Anche i ricchi piangano» (Massimo D’Alema lo definì, in privato, «uno degli slogan più cretini mai visti»). Ma senza fermarsi a frasi fatte, tipo: «Difenderemo la sanità pubblica!». Concretamente: come pensa di risolvere il dramma delle liste d’attesa? Cosa farà per l’assistenza agli anziani? E poi: la segretaria è mai scesa alla stazione di Mestre? Sembra Mogadiscio. Ecco: è lì che deve spiegare come intende procedere sul fenomeno immigrazione. Altro che patrimoniale.