La claustrofobica foto dei fab four del campo stretto, oltre a evidenziare chi fa parte del gruppo di comando, è servita a Elly Schlein a fugare l’idea della bella addormentata nel bosco, che aveva preso a girare da un paio di mesi. La leader del Partito democratico ha ottenuto la foto nel bunker per blindare il patto di sindacato con i junior partner del campetto e anticipare la pratica del programma che, se fosse per Giuseppe Conte, sarebbe stata rinviata a data da destinarsi. Elly Schlein c’è, e tanto basti.
Ai due leaderini rossoverdi, poi, non è parso vero venire immortalati in primo piano nel politburo del campo stretto. L’avvocato, da parte sua, ha goduto per l’oggettiva messa da parte di Matteo Renzi, lasciando intendere che non vuole un caravanserraglio, che è poi quello che pensano gli altri tre della foto in quella specie di tunnel. Matteo Renzi non è caduto nella provocazione e se n’è partito per andare a Chicago da Barack Obama, che obiettivamente è meglio di un pranzo con Nicola Fratoianni.
Certo, quell’immagine, nell’isolazionismo beato che comunica, può anche suggerire l’idea che i fab four siano soddisfatti della situazione generale, ritenendo che il probabile terremoto innescato da Roberto Vannacci farà macerie della Lega e dunque del centrodestra, e forse lo spaccherà: non resta, pertanto, che stare a guardare con i popcorn in mano. È ovvio che, se davvero la pensasse così, il gruppo dirigente del partito unico Pd-M5S-Avs commetterebbe un peccato di eccessivo ottimismo, un po’ come gli è successo dopo la vittoria del No al referendum, e sottovaluterebbe l’evenienza che l’onda sismica vannacciana potrebbe ripercuotersi persino sul campo stretto, sottraendo consensi al Movimento 5 stelle.







