di Elisa Calessimartedì 23 giugno 20263' di letturaC’è un paradosso che, in queste ore, attraversa il Pd, ma possiamo dire il centrosinistra in generale. Più aumentano le difficoltà della maggioranza (ultima, la telefonata di Trump a La7 su Giorgia Meloni) e si sente crescere la possibilità di vincere, più cresce l’urgenza di definire una volta per tutte l’assetto per provare a conquistare Palazzo Chigi. E, nello stesso tempo, ci si rende conto che i problemi aperti si rivelano più complicati del previsto.Poniamo il Pd. Le primarie per la scelta del candidato premier, nonostante in tanti le considerino un salto nel vuoto, sembrano ormai inevitabili. Un male necessario, più che una festa. Una medicina amara perché, più si entra nei dettagli e passano i giorni, più si fa concreta la possibilità che Elly Schlein non ce la faccia. Sia nel caso di primarie a un turno, sia- questa è la novità- a doppio turno. Anzi, la vulgata che va in queste ore per la maggiore nel Pd è che, se si fanno primarie a doppio turno, Schlein rischia persino di più, visto l’operazione a caccia di voti del centro che Giuseppe Conte sta portando avanti con metodo e tenacia. Una strategia che punta non solo all’accordo tra leader (vedi il patto con Alessandro Onorato, assessore capitolino sostenuto da Goffredo Bettini), ma anche alla conquista di elettori grazie all’insistenza su temi cari a quella fetta di elettorato (sicurezza, no alla patrimoniale, immigrazione controllata).Elly Schlein in tilt dopo gli insulti di Trump a Meloni: cosa ha detto dopo quasi 10 oreLe parole, farneticanti, che Donald Trump ha rivolto a Giorgia Meloni nella breve intervista mandata in onda su La7 a L&...Schlein non si lascia spaventare. È determinata, grande incassatrice ed è convinta che alle primarie vincerebbe. Magari non con percentuali alte, se i candidati saranno tanti, ma comunque vincerebbe.Non tutti, però, nel Pd, hanno questa certezza. L’Opa di Conte sugli elettori “moderati” è una insidia anche nel Pd. Chi l’ha detto, si ragiona tra idem, che a un ballottaggio, di fronte a una sfida Schlein-Conte, gli elettori dem non sceglierebbero l’usato sicuro, il già premier, chi ha guidato il Paese negli anni della pandemia? Un’incertezza che potrebbe diventare un’arma di negoziato nelle mani dei capi delle tante anime che rappresentano il Pd e che la segretaria dem, fin qui, è riuscita a contenere, in un mix di gentilezza e indifferenza. Il ragionamento, semplificando, è questo: cara Elly, se vuoi essere sicura di vincere alle primarie, hai bisogno di tutti noi. Nulla è scontato, tu lo sai. Per cui, se non vuoi rischiare, sediamoci e ragioniamo. Noi ti assicuriamo il nostro impegno perché ai gazebo non ci siano sorprese, ma tu, in cambio, devi darci qualcosa.Elly Schlein, il governo dei sogni: ecco dove potrebbero andare Fratoianni e Piccolotti“Il programma lo faremo insieme a tutta l’alleanza a partire da settembre”: Elly Schlein lo ha detto a...La definizione di questo contraccambio è la partita di cui si riflette, in questi giorni, nel Pd. La merce di scambio riguarda due punti: i seggi sicuri e la concessione delle deroghe. Sono ben 37, infatti, gli eletti del Pd che hanno raggiunto il limite dei tre mandati e, dunque, per statuto, non possono ricandidarsi. A meno che la direzione nazionale non voti delle deroghe. Elenco che viene predisposto dalla segreteria in carica e che, però, deve essere approvato dalla direzione nazionale. Poi c’è la grande lotteria delle candidature. Vuoi che ci impegniamo? Allora dacci dei seggi sicuri.Silvia Salis, Dario Franceschini svela il vero piano per il votoNella costruzione del campo largo in vista delle prossime elezioni politiche il centro "è un'area fondam...Schlein, finora, è riuscita a non essere invischiata nelle dinamiche delle correnti. Anziché ingaggiare una lotta diretta, le ha sostanzialmente ignorate, salvo qualche contentino. Ora, però, la battaglia si fa più dura.Ed è decisiva. Sarà più complicato, dunque, resistere alle richieste delle correnti dem, che chiederanno condizioni per un appoggio incondizionato. Diversamente, il rischio è di scoprire, il giorno dopo la grande festa dei gazebo, che il Pd non era così compatto come si scommetteva. E trovarsi con un risultato inaspettato, come lo fu - paradossalmente - la vittoria di Schlein alle primarie del Pd, quando tutti si aspettavano la vittoria di Stefano Bonaccini e invece vinse Elly, che nessuno aveva visto arrivare.