La Segreteria Schlein doveva rappresentare una svolta a sinistra per il Partito Democratico. L’esito delle Primarie, che ha ribaltato il risultato del voto degli iscritti e delle iscritte, era sintomatico di una disaffezione nei confronti di un partito percepito troppo centrista. Eppure nel corso degli anni sul fronte delle proposte si è visto ben poco. Semmai, la segreteria Schlein è apparsa più focalizzata sulla costruzione del cosiddetto “Campo Largo” per battere la coalizione di destra oggi al governo. Negli ultimi giorni però Schlein ha fatto discutere per due proposte in ambito economico.

La prima è un progetto per il “diritto a restare”. Secondo la segreteria del partito, l’emigrazione dei giovani all’estero non è necessariamente un problema. Ma questa deve essere una scelta volontaria, non una costrizione dovuta a un paese che non offre prospettive ai giovani.

A seguire, la segretaria si è detta favorevole a un’imposta patrimoniale nel nostro paese. Durante un’apparizione al programma Accordi e Disaccordi Schelin ha dichiarato che un’imposta di questo tipo non può essere un tabù. Ha poi aggiunto che per quanto auspichi a una tassazione a livello europeo, si può intervenire anche a livello nazionale. Queste dichiarazioni hanno fatto scaturire una serie di reazioni, sia tra gli alleati del PD che a destra. Se Alleanza Verdi Sinistra si trova d’accordo, Forza Italia ha denunciato l’ennesimo tentativo di mettere le mani nelle tasche degli italiani. Tuttavia, anche la gamba centrista del Campo Largo si è detta contraria: secondo il leader di Italia Viva Matteo Renzi, contro una Meloni che ha raggiunto il record di pressione fiscale, non si può rispondere con più tasse. Il leader centrista ha anche aggiunto che una patrimoniale porterebbe a una fuga di capitali. Anche la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino ha definito la misura fumo negli occhi. Nei giorni seguenti Schlein ha chiarito, durante un intervento all’evento di Confindustria Giovani a Rapallo, che la patrimoniale non è nel programma dell’Alleanza Progressista.