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«Seconda stella a destra, questo è il cammino». La nuova isola che non c’è che accomuna Elly Schlein e Maurizio Landini ha un nome noto: patrimoniale. Un classico intramontabile della sinistra che torna periodicamente ad affacciarsi nel dibattito pubblico. Questa volta , per la leader del Pd, è qualcosa di più di una bandiera identitaria: è lo strumento con cui provare a differenziarsi da Giuseppe Conte in chiave primarie.
In più l’esca perfetta per assicurarsi i favori della macchina organizzativa della Cgil. Uno scambio alla pari: io rilancio una tua battaglia storica, tu mobiliti i tuoi voti ai gazebo. E infatti giovedì sera, in una Feltrinelli del centro di Roma, girava aria di grande accordo: baci ed abbracci tra l’inquilina del Nazareno e il leader di Corso Italia. Tra il pubblico accorso alla presentazione di un dossier sull’Italia che non arriva a fine mese, si scorgono volti noti dell’establishment dem: l’ex ministro Roberto Speranza e la vicepresidente del Senato Anna Rossomando (area Orlando). Esordisce la segretaria, in versione casual, giacca color rubino su camicia bianca: «Per me non può essere un tabù una discussione su una tassazione sui miliardari a livello europeo».














