Per governare l’intelligenza artificiale
Roma, 12 giu. (askanews) – L’intelligenza artificiale è già entrata nella sanità. Ora la sfida è governarla prima che siano solo gli algoritmi a orientarne i processi. Con questo obiettivo il Fasi, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti di azienda, costituito da Confindustria e Federmanager, ha costituito un Comitato Etico sull’AI, presentato a Roma alla Pontificia Università Antonianum, nel corso del seminario “Etica e Intelligenza Artificiale: i progetti del Fasi”. Un presidio di indirizzo e garanzia, non un organo formale, pensato per accompagnare i progetti del Fondo nel campo dell’innovazione sanitaria e definire criteri, limiti e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie.
Una scelta che, per visione e tempestività, ha anticipato il cuore di una riflessione oggi sempre più urgente, richiamata anche dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV: l’AI può aiutare a leggere meglio i bisogni di salute, ma non deve mai ridurre la persona a una sequenza di dati, prestazioni o profili predittivi.
“La costituzione del Comitato Etico sull’intelligenza artificiale non è stata per il Fasi un adempimento formale, ma una scelta di responsabilità. Nel momento in cui il Fondo ha iniziato a confrontarsi con tecnologie capaci di incidere sui processi sanitari, sui dati e sulla lettura dei bisogni di salute, abbiamo ritenuto necessario dotarci di un luogo di indirizzo, valutazione e garanzia. L’AI può offrire strumenti straordinari, ma deve essere governata entro condizioni, limiti e criteri chiari, perché resti coerente con i valori fondativi del Fondo: mutualità, solidarietà, tutela della dignità della persona e centralità dell’umano”, ha spiegato il Presidente del Fasi Daniele Damele.













