Roma, 12 giugno 2026 – “Sulle Case di comunità siamo pronti a fare la nostra parte, con serietà e senso delle istituzioni”. All’indomani dell’annuncio dello stop alla riforma della medicina territoriale, che prevedeva, tramite decreto legge, l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro, sono i diretti interessati a tendere la mano al ministro della Salute, Orazio Schillaci.
La ‘Federazione italiana dei medici di famiglia’ comunica, dunque, "la disponibilità a individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr". È poi lo stesso ministro a rassicurare che entro il 30 giugno, termine per il raggiungimento dei target del Pnrr, le Case di comunità apriranno. Ora l’obiettivo di Schillaci, come da lui stesso dichiarato, "è trovare un accordo con Regioni e medici di medicina generale" e, per riuscire in questo rispettando le tempistiche, "ci saranno incontri".
Il fronte delle Regioni
Resta caldo invece il fronte con le Regioni. Dopo il forte dissenso espresso ieri dall’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, è il presidente Attilio Fontana a rincarare la dose, definendo lo stop alla riforma "una scelta sbagliata del governo" poiché si trattava di una proposta "sottoscritta sia dal centrosinistra che dal centrodestra".












