Nel 2025 l’Italia conferma uno dei più alti tassi di motorizzazione d’Europa, con valori particolarmente elevati nel Mezzogiorno e nelle Isole. L’auto privata continua a dominare la mobilità urbana, mentre persistono ritardi nello sviluppo del trasporto pubblico, delle reti ciclabili e della mobilità elettrica. Restano inoltre forti divari territoriali: alcune città del Centro-Nord mostrano modelli più sostenibili, mentre nel Sud la carenza di alternative rafforza la dipendenza dall’automobile. Sul fronte della qualità dell’aria nel 2025 migliorano i livelli annuali di NO₂ (biossido di azoto) e PM10, ma persistono criticità legate ai superamenti giornalieri di quest’ultimo. Tutto ciò emerge dal rapporto “Mobilitaria 2026”, realizzato dal gruppo di lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club e dal dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr - Dsstta). Il documento offre un approfondimento sulla qualità dell’aria e sulle politiche di mobilità urbana nelle 14 grandi città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) nel periodo 2025. E, in sintesi, il dato principale che consegna è che tutti gli inquinanti analizzati (NO₂, Pm10, Pm2,5) sono ancora oltre gli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i futuri limiti Ue 2030 per quasi tutte le città interessate.