Un Paese sospeso tra ambizioni europee e un ritorno preoccupante al passato. È la fotografia dell’Italia che emerge dal Rapporto MobilitAria 2025, realizzato da Kyoto Club e Cnr-Iia. Nelle principali città della Penisola, gli spostamenti sono tornati ai livelli pre-pandemici, ma la transizione verso sistemi sostenibili rallenta, quando non si arresta del tutto.

Segnali preoccupanti sullo stato della mobilità urbana

Dopo anni di progressi lenti ma costanti, il 2024 segna una battuta d’arresto. Il rapporto evidenzia come la mobilità sostenibile sia in stallo e, in alcune aree urbane, addirittura in regressione. La causa principale? Una crescita record del numero di auto: nelle grandi città italiane circolano dalle 2,5 alle 4 volte più veicoli rispetto a quanto sarebbe sostenibile, con un impatto negativo su spazio pubblico, qualità dell’aria e possibilità di riforme strutturali.

Nonostante gli investimenti del Pnrr e altri fondi pubblici abbiano sostenuto progetti di green mobility, ciclovie e rinnovo delle flotte, il settore trasporti rimane l’unico in Italia che contribuisce più alla crisi climatica rispetto al 1990. Le emissioni di CO2 legate ai trasporti continuano ad aumentare, mentre la qualità dell’aria resta critica in molte città, anche in vista della nuova direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria.