Il settore dei trasporti torna a crescere e rafforza il proprio peso nell’economia italiana, ma la transizione verso modelli più sostenibili procede a velocità ridotta. È il quadro che emerge da un’analisi condotta dallo SRB Lab – Sustainability Reporting Benchmarking Lab dell’Università Bocconi, che ha esaminato il comparto Ateco 49 – trasporto terrestre e mediante condotte – uno dei più rilevanti e allo stesso tempo più critici sul fronte ambientale. Negli ultimi decenni il contributo dei trasporti al Pil è aumentato: dal 5% del 1995 al 5,8% nel 2022. Una crescita moderata, che però nasconde profondi cambiamenti interni. Il trasporto terrestre mantiene una quota stabile, mentre arretrano marittimo e aereo. A fare il salto è soprattutto il magazzinaggio e i servizi di supporto alla logistica, il cui contributo al Pil è cresciuto di circa il 50%. Un segnale chiaro: la catena del valore si sposta sempre più dall’infrastruttura al servizio.
I dati Istat analizzati nel report mostrano anche la resilienza del settore negli anni più difficili. Tra il 2017 e il 2021 il numero di imprese è diminuito, ma il fatturato complessivo è tornato a crescere dopo il crollo pandemico, superando nel 2021 i 76 miliardi di euro. Aumentano valore aggiunto e occupazione: quasi 580 mila addetti, di cui oltre 480 mila dipendenti. È un settore che continua a creare lavoro, ma con caratteristiche strutturali precise: forte prevalenza maschile (80% degli occupati) e una quota di lavoratori stranieri superiore alla media nazionale.






