Smog stabile o in calo in 14 grandi città italiane, tra cui Firenze. Ma ancora molto da fare per il bene dei nostri polmoni e della qualità dell’aria. È questo, in sintesi, il verdetto del rapporto Mobilitaria 2026, realizzato dal gruppo di lavoro di Kyoto Club e dal Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr. La lente dei ricercatori ha monitorato la qualità dell’aria nel 2025, puntando attenzione sia sulle polveri sottili che sul biossido di azoto (No2), gas irritante per l’apparato respiratorio e per gli occhi che può causare bronchiti fino anche a edemi polmonari e decesso. Contribuisce alla formazione dello smog, e trasformandosi in acido nitrico, al fenomeno delle ’piogge acide’.
Nel 2025 la sua concentrazione media è stata di 28 di ug/m3, un pelo sotto quella del 2024 con nessun superamento oltre il limite. Buone notizie anche per le polveri sottili (pm 10) e sottilissime (pm 2.5). Per le prime, quelle con diametro cioè di di dieci micrometri, l’andamento della concentrazione media è calato dell’8%.
La centralina di rilevamento con maggiori superamenti, cioè 10, è quella di Ponte alle Mosse, seguita da viale Lavagnini con 4, anche se il dato resta parziale visto che la centralina (a causa dei lavori della tramvia) è entrata in servizio a marzo. Mentre per le particelle Pm2,5 la concentrazione media è calata del 17% rispetto all’anno prima, ma resta fra le più alte in Italia, seppur sotto i limiti di legge (25 ug/m3). Le concentrazioni più basse risultano essere quelle di Catania, Messina e Reggio Calabria pari a 10 ug/m3, mentre Firenze è la più alta con 20 ug/m3.








