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Ultimo aggiornamento: 7:43

Tira sempre una brutta aria in città. E’ quanto risulta dai dati del primo trimestre 2026 appena pubblicati da Isde Italia in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, che monitora la qualità dell’aria attraverso 58 centraline di traffico e di fondo urbano in 27 città, utilizzando i dati delle reti regionali ARPA/APPA.

Vediamoli in estrema sintesi, con riferimento ai vari inquinanti riscontrati in questo periodo, iniziando dal particolato (PM 10 e PM 2,5) e cioè dalle particelle che si formano nell’aria e possono avere conseguenze, anche gravi, per la nostra salute. Le situazioni più preoccupanti sono state registrate a Milano, Verona, Modena, Padova, Torino, Parma, Brescia, Vicenza e Bologna dove risultano abbondantemente superati i limiti fissati a tutela della salute dalla normativa comunitaria nonché quelli raccomandati dall’Oms. In generale, comunque, non si riscontrano significativi miglioramenti per questi inquinanti in nessuna delle città monitorate.

La situazione è ancora più preoccupante se esaminiamo i dati sull’ozono, prodotto soprattutto dal traffico veicolare, dove in quasi tutte le città controllate si sono riscontrati superamenti dei limiti, specie a Torino, Milano, Roma, Catania, Brescia, Bergamo, Vicenza, Modena e Verona, nelle quali il limite massimo annuale di giorni di superamento consentiti è già stato abbondantemente superato in soli tre mesi (addirittura per 80 giorni su 90 considerati).