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9 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:21
Nel 2025, tredici città hanno superato i limiti giornalieri di Pm 10, ossia 50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all’anno. Ed è uno dei bilanci più positivi degli ultimi anni: nel 2024 i capoluoghi fuorilegge erano stati venticinque, nel 2023 diciotto e nel 2022 ventinove. Ma con i nuovi limiti europei del 2030 sulla qualità dell’aria il quadro cambia radicalmente. Se i nuovi parametri fossero già in vigore oggi, infatti, sarebbe fuorilegge il 53% delle città per il Pm 10, il 73% per il Pm 2.5 e il 38% per il biossido di azoto (NO2). E così 33 città rischiano di non centrare gli obiettivi da raggiungere tra pochi anni anche mantenendo l’attuale ritmo di diminuzione. Sono i dati del nuovo rapporto ‘Mal’Aria di città 2026’ di Legambiente. Per quanto riguarda il Pm10, Palermo è maglia nera con 89 sforamenti, seguita da Milano (66), Napoli (64) e Ragusa (61). “È irragionevole che, proprio mentre iniziano a emergere segnali concreti, il Governo scelga di tagliare le risorse invece di consolidare questi progressi” commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. E aggiunge: “La scelta di ridurre drasticamente già dal 2026 – e per tutto il prossimo triennio – le risorse destinate al Fondo per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano non va nella giusta direzione”.






