Migliora la qualità dell'aria in Piemonte. Ma a beneficiare di livelli inferiori di polveri sottili e biossido di azoto sono soprattutto i capoluoghi di provincia e i centri minori, mentre a Torino e nell’area metropolitana permane una situazione di maggiore criticità. All’interno di un generale miglioramento, i dati preliminari 2025, resi noti nei giorni scorsi da Arpa Piemonte, fotografano una regione dai due volti. Eppure, l’anno andato in archivio ha avuto su tutto il territorio un andamento meteorologico favorevole alla dispersione degli inquinanti, con temperature invernali attestate su valori miti (gennaio +0.7 °C, febbraio +1.1 °C e dicembre +2.2 °C) e precipitazioni superiori alla media nei mesi di gennaio, marzo, aprile e dicembre.
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Diminuisce il biossido di azoto
Sul fronte del biossido di azoto, per la prima volta, tutte le stazioni della rete regionale hanno registrato il rispetto del valore limite annuale di 40 μg/m³, fissato a tutela della salute. Ma mentre centri come Novara e Vercelli-Gastaldi di fermano a 28 μg/m³ e Alessandria D'Annunzio a 25 μg/m³, la situazione rilevata a Torino e nell’area metropolitana è decisamente più critica. Il valore più elevato (39 μg/m³) è misurato nella stazione di traffico di Torino Rebaudengo, seguita dalla Consolata (35 μg/m³), da Settimo (33 μg/m³), Collegno e Carmagnola (31 μg/m³). Valori elevati, non sempre sono in discesa rispetto ai due anni precedenti come invece avviene in quasi tutte le altre stazioni piemontesi: Asti Baussano scende a 23 μg/m³; Biella Lamarmora a 19 e la Verbania - Gabardi a 13.







