Lo scenario che introduce la nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria, entrata in vigore il 10 dicembre 2024 e che dovrà essere recepita nell'ordinamento nazionale entro il 2026, sottolinea l'Ispra, indica la necessità di individuare e attuare rapidamente strategie aggiuntive rispetto a quelle già implementate.

I livelli attuali infatti, sono superiori, in larga parte del Paese, ai valori limite della nuova direttiva, da rispettare entro il 1 gennaio 2030, e ai valori guida dell'Organizzazione mondiale della sanità.

"Dietro ogni dato sulla qualità dell'aria c'è qualcosa di molto concreto: la salute delle persone, la vivibilità delle nostre città, il futuro dei nostri territori.

I risultati che emergono da questo rapporto ci consegnano un messaggio chiaro: stiamo andando nella direzione giusta, ma dobbiamo farlo velocemente - ha dichiarato Alessandra Gallone, presidente di Ispra e di Snpa - Abbiamo dimostrato che migliorare è possibile".

"I dati che leggiamo oggi sono il frutto di un lavoro certosino, costante e continuativo che le Agenzie svolgono da quasi trent'anni - dichiara Anna Lutman, Vicepresidente di Snpa - Per comprendere le tendenze climatiche e ambientali non bastano serie istantanee isolate: servono serie storiche di dati giornalieri, raccolti con rigore scientifico e presidio costante".