Non più solo uva. E non più solo grano, ortaggi o nocciole. Ora l’Alessandrino si scopre pure terra di uliveti, una sorta di Toscana del Piemonte da cui nasce l’extravergine Made in Monferrato. Fruttato, amaro, piccante sono le caratteristiche dell’olio alessandrino, prodotto che affonda le radici nella storia (dimenticata) del territorio ma che si sta rivelando anche la risposta più efficace al cambiamento climatico che sta travolgendo e stravolgendo le colture più consuete per questo spicchio di regione, di norma pettinato dalle vigne e, più di recente, anche dai noccioleti.

Una “stampella” per le aziende Adesso, sulle colline, rispuntano gli uliveti. «Nel 1850 una mini glaciazione decimò gli ulivi un tempo diffusi accelerando il passaggio alla vite. Ma ora che in alcune aree è diventata un miraggio addirittura la neve il percorso potrebbe essere invertito» ironizza Lorenzo Martinengo, tecnico di Coldiretti del settore olivicolo. Che in tono più serio aggiunge: «Siamo in una fase in cui concretamente non si può parlare di coltura predominante per un’azienda. Altresì, l’olivo risulta interessante nell’ottica della multifunzionalità dell’impresa soprattutto per quelle che operano la vendita diretta laddove olive e olio vanno ad allargare il “paniere”».