Prezzi troppo bassi e l’olio resta nei silos. Il comparto agricolo di Andria sta vivendo una fase di stallo, che ha tutti i connotati di una profonda crisi. L’allarme è lanciato dai frantoiani nel settore oleario, che muove la gran parte dell’economia cittadina.

L’olio extravergine andriese, infatti, non si vende ed è bloccato da mesi nelle cisterne delle aziende cittadine, con il rischio della speculazione dietro l’angolo. Piuttosto che svendere l’olio evo, gli imprenditori andriesi preferiscono tenere a dimora l’oro verde nei propri silos. Una situazione che a catena crea ulteriori disagi per la prossima campagna olivicola: le olive, infatti, rischiano di restare sugli alberi perché in questa maniera non ci sarebbe richiesta dai frantoi.

Tutto questo significa mettere in ginocchio il territorio più olivetato d’Europa, visto che ospita 20.000 ettari di uliveti e oltre 3 milioni di piante che producono circa la metà dell’olio extravergine d’oliva dell’intera Puglia.

Di concorrenza sleale, corsa al ribasso, rapporti complessi con la grande distribuzione e contraffazione, se ne è discusso sui tavoli nazionali. Questa settimana durante un incontro al Ministero dell’agricoltura lo stesso sottosegretario Patrizio la Pietra ha sottolineato come punterà all’identificazione di misure finanziarie utili a tutelare il prodotto stoccato per non svenderlo».