Roma, 27 nov. (askanews) – La Grande distribuzione organizzata e la ristorazione sono due elementi chiave per valorizzare l’olio extravergine di oliva e mettere fine alle speculazioni sui prezzi e alla pratica delle promozioni e del sottocosto. Lo chiede Assitol, l’associazione italiana dell’industria olearia, aderente a Federalimentare e Confindustria, che da tempo mette in guardia contro la corsa al ribasso delle quotazioni e ribadisce l’importanza di un diverso posizionamento per l’olio d’oliva, caposaldo della Dieta Mediterranea e della sana alimentazione.

“Il ritorno ad uno scenario produttivo più equilibrato dopo le difficili campagne degli ultimi anni – spiega Anna Cane, presidente del gruppo olio d’oliva dell’Associazione – ha, purtroppo, riportato alla ribalta le vendite sottocosto, che nel tempo hanno svilito il valore del prodotto”.

La normativa italiana consente la commercializzazione dell’extra vergine ad un prezzo inferiore rispetto al suo costo soltanto una volta l’anno. Tuttavia, la realtà dei fatti è ben diversa: da anni, si assiste al ricorso alle promozioni in modo indiscriminato, senza alcun riguardo per la stagionalità e con ampia discrezionalità da parte della grande distribuzione. “L’olio d’oliva non è una commodity, né un condimento qualsiasi – stigmatizza Anna Cane – Ma un prodotto essenziale per la salute dei consumatori. In questa campagna, che si annuncia in crescita, dopo anni di siccità e calo di produzione, è giusto ribadirlo per sensibilizzare tutto il comparto”.