Roma, 17 giu. (askanews) – Una campagna olearia complessa, che si conclude confermando le stime al ribasso dello scorso autunno, e che ha evidenziato i vecchi problemi del settore. Assitol, l’Associazione Italiana dell’industria olearia aderente a Federalimentare e Confindustria, analizza gli ultimi dati elaborati dalla Commissione Europea, che vedono una produzione di oli d’oliva in Italia nella campagna 2024-25 a quota 248mila tonnellate, con un calo di quasi il 25% rispetto alla campagna precedente, in controtendenza rispetto al resto del territorio europeo. È ancora troppo presto, invece, per fare previsioni sulla prossima campagna, che sarà di carica.

“Sapevamo già che sarebbe stata una campagna di scarica – spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di Assitol – Ad aggravarla, purtroppo, sono state le conseguenze della crisi climatica e le tensioni internazionali, che hanno reso più difficile la programmazione delle aziende”. Le difficoltà di reperimento di materia prima ed i timori sulle ipotesi di dazi americani hanno pesato sulle quotazioni di mercato, soprattutto in Italia. “Grazie al know-how delle nostre imprese – osserva la presidente degli industriali – siamo riusciti a reggere in un momento complesso”. Anche i consumi nel canale retail non hanno subìto variazioni di rilievo, a conferma che l’extra vergine è molto amato dagli italiani.