SANTA MARIA DELLA VERSA. L’olivo ma anche il carciofo. L’Oltrepò Pavese prosegue nella sperimentazione delle colture alternative alla vite, in un momento dove il settore vitivinicolo è in crisi e dove servono nuove soluzioni per contrastare il cambiamento climatico e il dissesto idrogeologico. L’evento Si è parlato di questo durante la quarta azione dimostrativa in campo organizzata nell’ambito del progetto “Demo-Oliop”per lo sviluppo dell’olio extravergine in Oltrepò Pavese, promosso dalle università di Pavia e Piacenza e da Eco srl. Tecnici, ricercatori e operatori del settore olivicolo si sono ritrovati a Santa Maria della Versa, all’uliveto di Germano Valentini: un giovane impianto di circa 8 ettari, la cui peculiarità è l’essere dotato di un impianto di fertirrigazione all’avanguardia. Dopo i saluti di Paolo Bazzano, presidente di Eco srl, e di Graziano Rossi, capofila del progetto, che ha sottolineato come le azioni dimostrative rappresentino uno strumento centrale per il trasferimento delle conoscenze dal mondo della ricerca agli operatori del settore, il proprietario dell’uliveto, ex ingegnere ora dedito alla coltivazione dell’olivo, ha raccontato la sua esperienza, mentre due tecnici della Irritec S.p.A, azienda leader nel settore della fertirrigazione, hanno illustrato il funzionamento dell’impianto. Massimiliano Bordoni, dell’Università di Pavia, ha, invece, illustrato l’importanza dell’apparato radicale dell’olivo in relazione alla stabilità dei versanti. L’intervento ha messo in luce come le radici di questa specie svolgano un ruolo fondamentale nel consolidamento del suolo, contribuendo a prevenire fenomeni di erosione e smottamento nelle aree collinari tipiche dell’areale olivicolo. Si è così evidenziato il valore multifunzionale degli oliveti ben gestiti, non solo dal punto di vista produttivo ma anche per la tutela del territorio. Un contributo importante è anche stato offerto da Carolina Girometta, esperta micologa e docente dell’ateneo pavese, che ha parlato delle principali malattie fungine che colpiscono l’olivo e ha sottolineato l'importanza di una corretta gestione agronomica, in particolare della chioma e dell'irrigazione, come strumento preventivo fondamentale. Ma non si è parlato solo di olivo, visto che la visita all’azienda Valentini ha offerto ai partecipanti anche l’opportunità di osservare direttamente la consociazione tra olivo e carciofo (con due varietà locali oltrepadane presenti) coltivato anch’esso nell’appezzamento. Si tratta di una pratica colturale di grande interesse agronomico, oggetto di approfondimento nell’ambito del progetto “Articioc” (termine dialettale che significa proprio “carciofo”), attualmente in fase di sviluppo. Una coltivazione sperimentale di carciofo è attiva anche alla Fondazione Riccagioia di Torrazzza Coste. La compresenza delle due colture nello stesso contesto aziendale ha suscitato curiosità e riflessioni, rappresentando un ulteriore spunto di discussione sulla diversificazione produttiva e sulla gestione integrata degli spazi agricoli.
Olivo e carciofo, l’Oltrepò testa le alternative alla vite
Potrebbero essere nuove soluzioni per contrastare il cambiamento climatico e il dissesto idrogeologico








