I primi tentativi di olivocoltura in provincia di Sondrio sono di 30 anni fa, con il recupero di superfici incolte nella zona della Sassella, a poca distanza dalla sede della Fondazione Fojanini di Studi Superiori che ieri ha ospitato il Convegno finale del progetto Olinval (Strategie informative per una olivicoltura di qualità in Valtellina), finanziato dal Psr Lombardia con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale 2023-2027. In questi trent’anni quella che all’inizio fu una sorta di scommessa, portata avanti inizialmente per hobby, è diventata una interessante realtà forte di circa 20mila piante distribuite sul versante retico - dalla Costiera dei Cech nel Morbegnese sino a Grosio - per oltre un centinaio di ettari, con una produzione attuale di più di mille quintali di olive e un avvenire decisamente promettente. Anche perché, a coronamento di questo inarrestabile interesse, indirizzato e irrobustito dall’attività di formazione e dall’assistenza tecnica agli olivicoltori da parte della Fondazione Fojanini, lo scorso anno presso la sede stessa della Fondazione e grazie al sostegno della Provincia è stato realizzato ciò che ancora mancava per completare l’intero ciclo produttivo sul territorio: il frantoio provinciale che consente di poter molire le olive senza conferirle altrove.
Scommessa rinnovata. Olive, i primi trent’anni. Mille quintali, c’e futuro
Ventimila piante sul versante retico, cento ettari, un frantoio provinciale. In un convegno il bilancio di un progetto destinato a continuare con successo. .










