Suonata l’ultima campanella si posano zainetti, libri e quaderni e inizia l’estate. Per i genitori, però, la pausa di circa tre mesi, tra le più lunghe d’Europa, si traduce in un periodo tutt’altro che rilassante, in un gioco di incastri che spesso coincidono a fatica, tra proposte di centri estivi, nonni - quando si ha la fortuna di averli a disposizione e in salute -, ferie, permessi e compromessi. E poi scelte che gravano sulle possibilità di lavoro, ancora e soprattutto al femminile. 13 settimane che spesso sono un rebus per i genitori Il prossimo anno scolastico, in Piemonte, inizierà il 14 settembre: in mezzo 13 settimane da gestire con mamme e papà costretti ai salti mortali per far quadrare tutto. Ed è in questo contesto che si inserisce la proposta di Confartigianato Imprese Cuneo che scrive alla Regione Piemonte e alle province piemontesi per avviare un progetto pilota regionale per l’apertura anticipata delle scuole primarie a fine agosto con finalità educative, sportive, culturali e laboratoriali. Seguendo la falsariga dei modelli attivati di recente in Emilia-Romagna - dove in 42 Comuni quest’anno ci saranno in via sperimentale attività extrascolastiche facoltative già dal 31 agosto -, Confartigianato Cuneo ha deciso di lanciare una proposta basata sui tempi che viviamo. «La progressiva frammentazione delle reti familiari di supporto, l’aumento dell’occupazione femminile e dei nuclei con entrambi i genitori lavoratori rendono sempre più complessa la gestione dei figli nei lunghi mesi di pausa - spiegano -. L’estate, poi, coincide per moltissimi artigiani, commercianti e lavoratori autonomi, con il picco dell’attività: sospendere o ridurre il lavoro non è spesso possibile, mentre l’accesso ai centri estivi è disomogeneo, talvolta costoso e non sempre compatibile con gli orari di impresa. Ne derivano ferie frammentate, ricorso forzato ai congedi e rinunce professionali che ancora oggi gravano in modo sproporzionato sulle donne». "Un investimento intelligente su occupazione, natalità e qualità della vita” «L’apertura anticipata delle scuole non vuole essere un semplice servizio di custodia, ma un presidio educativo e sociale che accompagna la crescita dei bambini, sostiene i genitori nel lavoro e rafforza la competitività del territorio - spiega Daniela Balestra presidente di Confartigianato Imprese Cuneo -. È un investimento intelligente su occupazione, natalità e qualità della vita». Confartigianato Cuneo propone quindi di trasformare gli edifici scolastici nelle settimane antecedenti l’avvio ufficiale delle lezioni di settembre in luoghi che possano accogliere attività ludiche, didattiche, sportive, laboratoriali e culturali. Il modello non modifica il calendario scolastico - le lezioni non inizierebbero prima -, ma lo integra, attivando partenariati con Comuni, istituzioni scolastiche, associazioni sportive, realtà culturali, cooperative sociali e soggetti del terzo settore. «Alcuni Comuni dell’Emilia-Romagna stanno dimostrando che è possibile aprire le primarie già da fine agosto con risultati positivi per bambini e genitori», aggiunge il direttore generale Joseph Meineri. Confartigianato Cuneo chiede quindi l’avvio di un tavolo di confronto operativo con gli enti locali interessati per definire, già nei prossimi mesi, i criteri di fattibilità del progetto pilota. L’obiettivo è avviare una fase di sperimentazione, monitorarla e poi renderla strutturale.