IstruzioneIn Emilia-Romagna le scuole aprono dal 31 agosto al 14 settembre. Un progetto per migliorare l’offerta educativa e sostenere le famiglieLa Regione ha stanziato 3 milioni di euro per avviare la sperimentazione nei Comuni delle aree Atuss. Le richieste di adesione sono state superiori alle aspettative(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In Emilia-Romagna c'è una novità per le scuole e le famiglie: a partire da quest’anno scolastico prende il via una sperimentazione educativa pensata per permettere alle famiglie di conciliare i tempi di vita e lavoro, offrire alle alunne e agli alunni un’offerta calibrata sulle loro esigenze e, in generale, rispondere ai nuovi bisogni delle comunità. Dal 31 agosto al 14 settembre - quindi fino all’apertura ufficiale della scuola prevista, in Emilia-Romagna, per il 15 settembre - le scuole primarie potranno aprire grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione, in questa fase sperimentale, con 3 milioni di euro.Il progetto prevede un’offerta di servizi extrascolastici che includono attività educative, sportive, culturali, laboratori creativi e momenti di socializzazione per gli studenti e le loro famiglie. I Comuni aderenti potranno però modularla a seconda delle proprie esigenze e caratteristiche: disponibilità delle strutture scolastiche e compatibilità con altre offerte educative, valorizzando reti locali, associazioni, realtà sportive e culturali. Non si tratta quindi di una scuola anticipata, ma di «un’esperienza educativa di comunità», spiega in una nota la Regione Emilia-Romagna, che mira a rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall'anno scolastico 2027-2028.42 Comuni coinvolti e un boom di domandeLa prima fase di sperimentazione inizialmente coinvolgerà 14 territori delle aree Atuss - le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile che sono uno strumento per raggiungere gli obiettivi della programmazione integrata dei Fondi europei 2021-2027 -, ovvero 42 Comuni e Unioni di Comuni. Tra questi Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini Comuni di Cesena, Mercato Saraceno, Sarsina, Montiano, Nuovo Circondario Imolese, Unione dei comuni della Bassa Romagna Unione della Romagna Faentina e Unione delle Terre d’Argine. Per un potenziale di circa 100.000 bambini.La sperimentazione ha incontrato fin da subito un'ampia adesione da parte delle famiglie, con numerose richieste presentate già nelle prime giornate di apertura delle iscrizioni, a conferma dell'interesse verso nuove opportunità educative nel periodo che precede l'avvio dell'anno scolastico. In alcune città, in primis Bologna, si è registrato però un vero e proprio boom di domande, con il servizio che nella sola giornata di apertura delle iscrizioni è stato richiesto da oltre 900 genitori (con 2.500 posti disponibili per un totale di 22 plessi aderenti).L’impegno della Regione Emilia-RomagnaDopo il sostegno offerto con ‘Scuole aperte’ per coinvolgere le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado in attività extracurriculari nel pomeriggio, questa iniziativa costituisce un ulteriore passaggio della strategia educativa avviata nel territorio regionale. L’obiettivo della Giunta regionale è mettere al centro il diritto all’educazione e il benessere delle famiglie, immaginando una scuola più vicina ai bisogni reali delle persone e delle comunità. Le scuole diventeranno infatti spazi aperti alla comunità, capaci di accogliere i più piccoli in un periodo spesso privo di servizi e opportunità diffuse. I bambini e le bambine, grazie a un’offerta educativa di qualità, saranno accompagnati verso il nuovo anno scolastico in un clima di relazione, scoperta e benessere. Infine i genitori saranno sostenuti concretamente nella conciliazione vita-lavoro.