Una piccola rivoluzione scolastica in Emilia-Romagna ha fatto contenti i genitori ma non il mondo del turismo. La Regione ha deciso di dare facoltà – non l’obbligo – alle scuole elementari di aprire già dal 31 agosto, dando così possibilità alle famiglie di mandare i figli a lezione con due settimane di anticipo rispetto all’inizio previsto il 14 settembre. Il progetto sperimentale non prevede un programma didattico normale, ma attività educative, sportive e culturali gestite da educatori: l’obiettivo è rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio a partire dall‘anno scolastico 2027-2028. Si tratta però di una proposta che ha fatto infuriare i balneari e gli albergatori nel Riminese, che temono di perdere un mese di lavoro.

Il progetto è stato annunciato dal presidente della Regione Michele de Pascale e dall’assessora alla scuola Isabella Conti. Già in passato si era parlato di questa possibilità per venire incontro alle esigenze delle famiglie che nei primi giorni di settembre non sanno spesso come gestire i propri figli. “La Regione sta commettendo un grave errore”, ha commentato al Resto del Carlino Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini e delle imprese balneari di Confartigianato. Il presidente, pur specificando che non si tratterà di un obbligo per le famiglie, spiega che sarà un grave danno per il turismo: “Rischia di far perdere quasi un mese di lavoro agli stabilimenti balneari e alle altre attività del turismo. Perché il turismo balneare da sempre è legato a doppio filo al calendario scolastico, specie quello dei nostri ospiti emiliani. È una follia”. A Vanni ha fatto eco anche la presidente di Federalberghi, Patrizia Rinaldis: “Il calendario scolastico non si tocca. La paura – prosegue Rinaldis parlando con il Corriere della Sera – è che dalle sperimentazioni si arrivi a modifiche future. Sarebbe un danno a un’economia che si basa sul turismo stagionale: sulla costa registriamo l’80% delle presenze regionali”.