di

Monica Colombo

Il club bianconero ha deciso per il ribaltone, impossibile andare avanti con il dirigente francese in perenne contrasto con l'allenatore e protagonista di scelte discutibili in fase di mercato

Di questi tempi l’azzeramento dei vertici aziendali va di moda. A Milano sono ancora in attesa che vengano riempite le caselle dopo che la scure di Gerry Cardinale si è abbattuta sul board dirigenziale e tecnico all’indomani di Milan-Cagliari. A 19 giorni dalla fine del campionato, la mancata qualificazione alla Champions, con la perdita di proventi che ne deriva, ha mietuto un’altra vittima. La Juventus, a un solo anno di distanza dalla rivoluzione all’insegna degli algoritmi, rinnega la scelta fatta e oggi in un cda straordinario sancirà l’addio di Damien Comolli, il manager proveniente dal Tolosa e subentrato a Maurizio Scanavino.

Il francese darà le dimissioni, al suo posto verrà ufficializzato Giovanni Carnevali, plenipotenziario del Sassuolo, 65 anni, mente e braccio della famiglia Squinzi dal 2014. Un avvicendamento lampo nella sala comandi, meditato da qualche giorno ma che ha avuto l’accelerazione nelle ultime ore. John Elkann ha dato il via al piano di rilancio della Juve con un cambio nella stanza dei bottoni, solo quando ha avuto contezza che Carnevali (sondato anche dal Milan) avesse sistemato tutte le pratiche di congedo dal club emiliano. Carnevali ha scelto in settimana Alberto Aquilani come futuro tecnico e ha trascorso la giornata di mercoledì a Sassuolo per definire la separazione dal club che ha gestito in questi anni in maniera virtuosa.