Fiducia sì, ma a tempo. Questo il verdetto del vertice post-campionato tra John Elkann, l’ad Damien Comolli e l’allenatore Luciano Spalletti. Avanti insieme per il bene della Juve, questa la sintesi di quel 29 maggio. Solo che il tempo a disposizione di Comolli è finito molto più in fretta del previsto, sotto esame come sarebbe dovuto essere fino alla chiusura del bilancio e poi al termine del mercato: due scadenze che in realtà non lo riguarderanno più. Perché in queste ora si è consumata una nuova decisione da parte della proprietà bianconera, infine decisa a chiudere dopo un anno e una settimana l’era Comolli: mancano ormai soltanto dettagli formali e tecnici, necessari per l’ufficialità, la decisione però è presa. E con Comolli andranno via anche tutti gli uomini portati dal dirigente francese a ogni livello: via il dt François Modesto, via il direttore delle performances Darren Burgess, via il chief business officer Peter Silverstone. Finisce quindi per pagare in prima persona tutti i propri errori Comolli: due sessioni di mercato fallimentari, un sesto posto in campionato, troppi equivoci e rapporti tesi all’interno della società. Arriva Carnevali Il dopo-Comolli riporta invece la Juve a puntare tutto su un uomo legato al 100% al mondo del calcio italiano. Per anni il nome di Giovanni Carnevali è stato accostato al club bianconero, questa sembra proprio la volta buona: positivi gli incontri degli scorsi giorni, dopo una vita al Sassuolo è forse arrivato il tempo del grande salto, in attesa anche in questo caso dei tempi tecnici per una morbida uscita di scena dal club neroverde.