"Il posto di lavoro non si tocca, noi li fermeremo con la lotta". E’ uno degli slogan gridati dai lavoratori di Electrolux e Bcs, che rischiano di perdere il posto, riuniti ieri davanti al Pirellone, a Milano, durante l’audizione in commissione Attività produttive dei sindacati e delle autorità pubbliche. Una vertenza che coinvolge anche la società Bcs, che ha una sede a Luzzara, oltre che ad Abbiategrasso e Cusago, nel Milanese. Al momento resta da chiarire se il tribunale di Milano concederà la proroga alla procedura di concordato preventivo in continuità.

Figura poi un imprenditore pronto a rilanciare il Gruppo Bcs, che produce macchine agricole. Al momento però manca l’ok dei giudici. La società ha chiesto un’estensione di almeno 60 giorni per completare i tentativi di rifinanziamento e individuare le risorse necessarie a rilanciare l’attività produttiva che dà lavoro a 500 persone nei tre stabilimenti, tra cui quello di Luzzara. "Bcs non va soltanto salvata, ma rilanciata. Da parte del Mimit – ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy – c’è la piena disponibilità a confrontarsi con tutti i soggetti interessati e a mettere a disposizione ogni strumento utile".