Una collaborazione tra la Fondazione Gori, la Romiti Vivai e l’Istituto Agrario De Franceschi PacinottiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFichi, pere coscia di Firenze, sei o sette varietà di ciliege, susine claudie, l’ albicocca Capona sono solo alcune delle tante varietà ospitate nel rinato pomario storico della villa di Celle, che così aggiunge un’altra meraviglia alle tante che già conserva e mette a disposizione di tutti. È il risultato di una collaborazione tra la Fondazione Gori Celle, la ditta Romiti Vivai che ha donato le piante, l’ istituto agrario De Franceschi-Pacinotti con il contributo attivo di un gruppo di studenti della 3AV guidati dall’insegnante Alessio Valdiserri e la Biblioteca Forteguerriana che ha messo a disposizione i suoi tesori di libri e documenti antichi.

La presentazione al pubblico del nuovo pomario è stata una vera festa con Stefania Gori e il fratello Paolo a fare da guida a un pubblico interessato ed entusiasta. Nella prima parte, nella sala-auditorium, è stato presentato il progetto a partire dall’idea iniziale sorta dalla amicizia tra Stefania Gori e Silvia Romiti. All’agronomo Renato Ferretti il compito di spiegare le scelte effettuate per ricreare il pomario, a partire dalla definizione: un frutteto che si sviluppa all’interno di ville antiche o rinascimentali.