Prima ancora che campi di tulipani e formule “u-pick” diventassero una tendenza da weekend, c’era già chi in Italia aveva intuito che raccogliere la frutta direttamente dagli alberi non fosse solo un modo per vendere meglio, ma un’esperienza amatissima dai consumatori. Succedeva 35 anni fa, quando Romano Micheletti, agricoltore bergamasco e fondatore dell’azienda agricola Il Frutteto, trasformò una difficoltà in intuizione imprenditoriale. “Mio papà ha inventato questo metodo di raccolta. Siamo stati i primi in Italia a farlo con le ciliegie”, racconta Nicola Micheletti, 28 anni, oggi alla guida dell’azienda di famiglia insieme al padre. “Aveva prodotto frutta e non sapeva a chi venderla: i grossisti offrivano pochissimo. Così ha deciso di aprire direttamente al pubblico. Il primo giorno arrivarono tre persone, il secondo trenta e la settimana dopo trecento. Ha capito subito che quella era la strada da seguire”.Il Frutteto Micheletti: 40 anni di ricerca e frutta da auto-raccogliereDa allora Il Frutteto, nato a Bolgare nel 1985 con un ettaro coltivato a kiwi, tra i primissimi in Italia, è cresciuto fino a sviluppare coltivazioni di ciliegie, albicocche e pesche tra Bergamo, Spirano, Tavazzano e Crespi d’Adda. Una storia fatta di selezione varietale, sperimentazione e rapporto diretto con il consumatore. L’azienda agricola Il Frutteto oggi si estende su 35 ettari e porta avanti da oltre trent’anni il lavoro di Romano Micheletti, dedicato alla selezione di varietà di piante da frutto antiche e moderne scelte per qualità e gusto.L’evoluzione e l’arrivo della seconda generazioneNel tempo, il progetto si è ampliato e oltre alla vendita della frutta fresca tramite raccolta self-service, l’azienda ha sviluppato anche una linea di trasformati (pesche e albicocche sciroppate, succhi, composte, puree e salse piccanti) e un’attività vivaistica che consente di acquistare varietà di piante testate direttamente nei campi. Nicola, laureato in Agrotecnologie per l’ambiente e il territorio all’Università Statale di Milano, è entrato in azienda nel 2015 e ha portato nuovi impianti nel Lodigiano e nella bassa bergamasca.Cos’è l’auto-raccolta e perché sta conquistando sempre più personeL’auto-raccolta, o pick your own, è un modello semplice: il consumatore entra nel frutteto, raccoglie direttamente i frutti e paga ciò che porta via. “Noi vendiamo tutto al privato che viene a raccogliere. Se dovessimo lavorare con i grossisti, cambieremmo mestiere. Parliamo di vendere a 2€ al chilo, contro i 10€”, spiega Nicola a CiboToday. Per chi visita il frutteto non è solo una questione di prezzo o qualità del prodotto, ma anche di vivere qualche ora all’aria aperta e scegliere i frutti dagli alberi. Per l’azienda, invece, l’auto-raccolta è un modello molto più sostenibile, soprattutto dal punto di vista economico, in quanto riduce drasticamente i costi di produzione, soprattutto quelli legati alla manodopera per la raccolta, elimina diversi passaggi intermedi e consente di vendere a un prezzo più alto rispetto alla filiera tradizionale.CiliegiaMi: il nuovo grande ceraseto nel Parco della BalossaIl nuovo capitolo di questa storia si chiama CiliegiaMi: un progetto che nasce cinque anni fa dall’incontro tra Nicola Micheletti e Matteo Locatelli, agricoltore bergamasco e titolare dell’azienda Sant’Anna, conosciutosi proprio grazie al modello di auto-raccolta sviluppato dai Micheletti. “Lui era venuto a vedere il nostro metodo per replicarlo vicino a Bergamo. Siamo diventati amici e ci è venuta l’idea di fare qualcosa di grande vicino a Milano”, racconta Nicola. L’occasione arriva grazie a Fabio Rolfi, allora assessore regionale all’Agricoltura, che li aiuta a individuare alcune aree disponibili. La scelta cade infine sulla Balossa, nel Parco Nord Milano, a Novate Milanese.Qui i due soci stipulano un contratto d’affitto ventennale e iniziano a costruire quello che oggi sembrerebbe essere il più grande ceraseto italiano dedicato all’auto-raccolta. L’Azienda Agricola La Balossa ha un campo di 10 ettari dove sono stati impiantati 6000 alberi di ciliegio di 20 varietà differenti, selezionate tra quasi 200 analizzate nel tempo. “Abbiamo scelto tra le più buone al mondo. Ognuna matura in momenti diversi, così possiamo avere una raccolta scalare da metà maggio a metà giugno”.Come funziona la raccolta delle ciliegie da CiliegiaMi a mezz’ora dal DuomoCiliegiaMi ha aperto ufficialmente al pubblico il 16 maggio in occasione delle prime raccolte della stagione. Il format è semplice e ormai collaudato: si entra nel frutteto durante i weekend, si riceve una breve spiegazione su come raccogliere correttamente senza danneggiare i rami e si parte tra i filari. Ogni visitatore, per accedere al frutteto, deve acquistare un cestino: 10 euro per gli adulti per circa 1 kg di ciliegie, e 5 euro la versione più piccola da circa 500 grammi per i bambini.Un frutteto che guarda anche agli eventi e alla comunità milaneseCiliegiami però non vuole essere solo un luogo di raccolta. L’idea è trasformarlo progressivamente in uno spazio multifunzionale legato alla natura e alla socialità. Tra i progetti futuri c’è la valorizzazione della spettacolare fioritura; infatti, i 6mila ciliegi in fiore trasformano l’area in una distesa bianca che ricorda i paesaggi giapponesi. “Vorremmo organizzare eventi durante la fioritura, magari un festival ispirato all’hanami giapponese, con picnic e catering a tema”, ci spiega Nicola. E non solo, aperitivi estivi, attività per famiglie ed eventi immersi nel verde – già testati nell’azienda madre di Bolgate - potrebbero diventare il prossimo step di un progetto che punta a radicarsi sempre di più a Milano