Caro Avvenire , ho letto con interesse l’articolo sull’innovazione dell’insegnamento di filosofia nei licei.
Sebbene le proposte siano condivisibili, il tempo appare drammaticamente scaduto.
Negli ultimi dieci anni la realtà educativa si è ribaltata sotto i nostri occhi e proporre oggi questi correttivi somiglia molto al tentativo di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.
La scuola ha progressivamente ridotto la filosofia (e la teologia) a discipline astratte e sterili.
Un esempio lampante è come viene insegnato Dante: ci si concentra quasi solo sugli aspetti formali della poesia, senza spiegare la struttura profonda della Divina Commedia .Elena BeoniForlì











