HomeBolognaCronacaGiovani e coltelli in classe: "Siamo al punto di rottura. Gli agenti a scuola servono. Senza rinunciare al dialogo"Il preside del Lis Mattei, che aveva fatto intervenire le forze dell’ordine a dicembre "Bando ai tabù ideologici, il disagio dei nostri ragazzi ha raggiunto il limite. Ma bisogna investire anche su prevenzione e formazione degli insegnanti".Roberto Fiorini, preside dell’Iis Mattei, ragiona sul fenomeno dei coltelli in classeRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"È tardi non per i coltelli, ma per la sofferenza dentro e attorno alle scuole. Fuori dalle ideologie". È un’analisi cruda e impietosa quella di Roberto Fiorini, preside dell’Iis Mattei sul fenomeno coltelli-ragazzi. Una vita nella scuola, Fiorini non indossa occhiali rosa, ma quelli di chi si cimenta con il quotidiano.

"La diffusione di armi, soprattutto coltelli, a scuola è ormai una vecchia evidenza di cui docenti e dirigenti stanno portando alla attenzione pubblica da almeno cinque anni", esordisce.

Il contributo delle forze dell’ordine è "stato determinante soprattutto per la prevenzione, l’informazione e il rafforzamento del dialogo educativo, smentendo i conformismi ideologici con le solite stanche e vecchie litanie dell’inopportunità del ricorso alla presenza delle forze dell’ordine a scuola".