Una classe di scuola elementareNessuno pretende che i nostri ragazzi parlino come un linguista dell’Accademia della Crusca. Ma nemmeno che in ogni frase di senso compiuto (e non) ci buttino un “cioè”, due “praticamente” e l’immancabile “bro”. Perché in molti casi il colorito slang giovanile è accompagnato da un progressivo impoverimento del lessico.

Una recente studio di Openpolis sulle prove Invalsi conferma che nel quinquennio 2019-2024 il livello di competenza alfabetica tra gli adolescenti lombardi si è ridotto. Alle medie, ad esempio, gli studenti che raggiungono i traguardi previsti in italiano sono il 63%, dieci punti percentuali in meno del 2019.

Non è un problema solo loro. Negli ultimi due decenni, una ricerca a livello mondiale ha scoperto che oggi il tempo medio in cui le persone rimangono concentrate su un singolo compito è sceso da circa 2,5 minuti a circa 40 secondi. Nell’era digitale, la soglia di attenzione di tutti si è ridotta drasticamente.

Mentre al lavoro eseguiamo un qualsiasi compito siamo vittime di un sovraccarico informativo con notifiche, mail e social media che ci bombardano in continuazione. E quando torniamo a casa, scatta lo “scroll” compulsivo che perpetua la spirale anche oltre l’ufficio. Siamo tutti vittime, insomma, ma sono proprio i giovani quelli più a rischio.