La domanda ritorna come la risacca quando il mare è sporco e nessuno vuole guardarlo troppo da vicino: acquario sì o acquario no? La questione, detta così, sembra quasi elegante. Una roba da città turistica, da località che discute se puntare sui fondali, sulle scolaresche, sulla divulgazione scientifica, sui bambini col naso incollato alle vasche e i genitori pronti a comprare il gelato all’uscita. Peccato che qui non siamo a Genova, né a Valencia, né in una cartolina patinata del Mediterraneo. Siamo a Vibo Marina, una località che avrebbe tutto per essere una piccola perla della Costa degli Dei e che invece, troppo spesso, sembra una cittadina industriale appoggiata sul mare, come se qualcuno avesse preso un pezzo di costa bellissimo e gli avesse detto: arrangiati.

Il nuovo oggetto del contendere è il progetto dell’acquario comunale nell’area dell’ex Basalti & Bitumi, finanziato con quasi 8 milioni di euro nell’ambito del Cis Calabria “Svelare Bellezza”. Una cifra importante, 7.980.520 euro, che l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo vuole utilizzare per trasformare l’ex deposito costiero in un polo turistico, educativo e ambientale. L’opposizione solleva dubbi, la maggioranza replica, il consigliere M5S delegato al porto Silvio Pisani difende l’intervento, Forza Italia contesta, il Comune chiarisce che i fondi sono vincolati e non possono essere spesi per altro. Insomma: la solita liturgia vibonese, con tutti impegnati a spiegare perché hanno ragione, mentre la realtà, là fuori, continua a sembrare più forte delle conferenze stampa.