Carmen Corrado (FI) parla di progetto anacronistico e pericoloso mentre l’assessore Monteleone difende la scelta di realizzare un Acquario Comunale a VIbo Marina e non più il museo della Dieta Mediterranea, spiegandone le ragioni
VIBO VALENTIA – Il futuro dell’area retroportuale di Vibo Marina accende il Consiglio Comunale e trasforma l’aula in un’arena di duro scontro politico; al centro della contesa c’è il progetto di realizzazione di un Acquario Comunale, un’opera finanziata con ben 7.980.520,00 euro a valere sui fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) “Calabria – Svelare Bellezza”.L’infrastruttura, che la Giunta ha deliberato di voler insediare sul sedime dell’ex deposito costiero della società Basalti Energia Srl, ha sollevato una durissima offensiva da parte del gruppo consiliare di Forza Italia, formalizzata in un’articolata interrogazione illustrata in aula dalla consigliera Carmen Corrado. A rispondere in aula, difendendo le scelte dell’esecutivo, è stato l’assessore Salvatore Monteleone.
L’AFFONDO DI FORZA ITALIA: “PROGETTO ANACRONISTICO E PERICOLOSO”
L’intervento della consigliera Carmen Corrado ha messo in fila una serie di criticità di natura ambientale, economica, giuridica e di pubblica sicurezza, definendo l’iter amministrativo fragile e privo delle necessarie garanzie preliminari. Il punto più sensibile riguarda lo stato di contaminazione dei suoli dell’ex Basalti Energia. La Corrado ha richiamato i verbali del tavolo tecnico del 9 marzo 2026, evidenziando come l’area sia frammentata in 5 settori con destini ambientali divergenti. Se il Settore 1 è subito utilizzabile, il Settore 2 e 3 presentano pesanti “hot spot” di benzo(a)pirene e necessità di bonifica gas free per la rimozione di serbatoi interrati.








