Acceso dibattito in Consiglio sul Piano di emergenza esterno che riguarda la Meridionale Petroli, titolare dei depositi costieri al porto di Vibo Marina, con l’opposizione che parla di “effetto domino” e invoca la sicurezza dell’area e il sindaco Romeo che cerca di stringere i tempi per la svolta

VIBO VALENTIA – Un Consiglio comunale straordinario e urgente, quello di ieri, convocato in un clima di forte apprensione a ridosso della stagione estiva, ha riacceso i riflettori sulla sicurezza industriale e sul destino urbanistico della frazione Marina dove al centro del dibattito politico, sollevato compattamente dai gruppi di minoranza, si incrociano due scadenze cruciali: la procedura di aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna (P.E.E.) dello stabilimento “Meridionale Petroli S.r.l.” – le cui osservazioni pubbliche scadranno inderogabilmente il 28 giugno 2026 – e la richiesta di una mappatura integrata dei rischi che includa anche il limitrofo depositi costieri dell’Eni situato in Viale delle Industrie.

L’iniziativa assembleare, nata dall’ordine del giorno sottoscritto da undici consiglieri comunali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Insieme al Centro e Identità Territoriale, ha costretto l’aula a confrontarsi su scenari di emergenza, simulazioni di evacuazione e, soprattutto, sulle strategie finanziarie necessarie per sbloccare lo storico trasferimento dei colossi petroliferi fuori dal tessuto urbano e portuale.