Il piano di emergenza esterna inerente ai depositi della Meridionale Petroli predisposto dalla Prefettura di Vibo ha riportato al centro del dibattito la connessa delocalizzazione degli impianti della società petrolifera dal porto di Vibo Marina alla zona industriale di Porto Salvo. Nei giorni scorsi un sit-in promosso dal comitato “No depositi” di fronte ai cancelli dell’azienda per sostenere lo spostamento dei serbatoi ed esternare le preoccupazioni legate agli effetti dell’applicazione del piano redatto dall’Ufficio di Governo si è rivelato un flop clamoroso in fatto di presenze. Non vi è stata infatti nemmeno l’ombra della “folla oceanica” che gli organizzatori ritenevano di poter coinvolgere, a conferma del fatto che la gente è stanca di chiacchiere e manifestazioni senza costrutto e, contrariamente al pensiero di chi ha bollato come apatici i cittadini che hanno deciso di non partecipare, riteniamo che la loro determinazione sia il frutto della stanchezza di cui si è detto.

La rassegnazione dei cittadini

Diciamolo chiaramente: i cittadini non hanno nessun interesse a partecipare ad una manifestazione senza alcuna prospettiva concreta, non potendo essa incidere nè sulla delocalizzazione – posto che almeno per quattro anni la Meridionale Petroli rimarrà nell’attuale sito, in attesa della definizione dell’iter della domanda iniziale (concessione ventennale) – né sul relativo piano di emergenza, né tantomeno gli interessa sorbirsi il sindaco che ripete per l’ennesima volta la tiritera sull’incompatibilità dei depositi costieri con lo sviluppo turistico e sui presunti meriti per aver ottenuto che la concessione a Meridionale Petroli, a fronte di una richiesta di rinnovo ventennale, sia stata ridotta a soli quattro anni.