Una mobilitazione pacifica, ordinata, senza tensioni. Ma con un nodo politico e urbanistico che resta tutto sul tavolo: il futuro di Vibo Marina, la presenza dei depositi costieri e le conseguenze del nuovo Piano di emergenza esterna della Meridionale Petroli. Nel tardo pomeriggio di ieri, davanti ai cancelli dello stabilimento, si è svolto il sit-in promosso dal comitato “No Depositi” per chiedere la delocalizzazione dei serbatoi di carburante e contestare le limitazioni previste nell’area di via Amerigo Vespucci. Una partecipazione con una presenza di un centinaio di persone. Meno di quanto gli organizzatori si aspettassero per una vertenza che dovrebbe unire l’intera comunità. Al centro della contestazione c’è il nuovo assetto previsto dal Piano: la realizzazione di una corsia di emergenza per i mezzi di soccorso, con la conseguente eliminazione degli attuali parcheggi utilizzati dai cittadini per raggiungere l’arenile pubblico.
Via Vespucci, spiaggia e parcheggi: il prezzo del Piano di emergenza
La questione è semplice solo in apparenza. Da una parte c’è l’obbligo di garantire le misure di sicurezza attorno a un impianto considerato sensibile. Dall’altra c’è una frazione marinara che rischia di vedere ulteriormente compressi spazi, viabilità, accessi alla spiaggia e possibilità di sviluppo turistico. Per residenti, operatori economici e associazioni, la chiusura parziale di via Vespucci e la soppressione degli stalli di sosta rappresentano un colpo pesante, soprattutto in vista della stagione estiva. Il timore è che l’arenile diventi di fatto meno accessibile, con ripercussioni dirette su cittadini, attività commerciali e immagine complessiva della zona.











