La vicenda dei depositi costieri a Vibo Marina si trasforma in un nuovo terreno di scontro politico e istituzionale. La mancata condivisione, da parte della maggioranza, della richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale apre una frattura sempre più evidente all’interno dell’assemblea cittadina. Per l’opposizione si tratta di un passaggio tutt’altro che tecnico: una decisione che, di fatto, avrebbe impedito l’apertura di un confronto pubblico su un dossier ritenuto strategico per la sicurezza dell’area industriale e costiera.
La richiesta di Consiglio straordinario e lo scontro politico
La minoranza consiliare ha formalizzato la richiesta di convocazione urgente dell’assise, facendo riferimento alle norme del Tuel e al regolamento del Consiglio comunale. Secondo la ricostruzione dei gruppi di opposizione, nelle ore precedenti al deposito dell’atto si sarebbe tenuto un confronto informale tra i rappresentanti politici. In quella sede la maggioranza avrebbe confermato il proprio rifiuto a sottoscrivere la richiesta, insieme ad altri gruppi che non avrebbero aderito all’iniziativa.
Una scelta che, secondo l’opposizione, rappresenta un segnale politico chiaro: la volontà di evitare il confronto su una questione considerata urgente e non più rinviabile.











