È l’ultima spiaggia dei milanesi ma i maligni sussurrano che, con buona pace dell’Idroscalo, sia anche la prima e l’unica. Il vero oggetto del desiderio del popolo post ferragostano dell’Acquaworld di Concorezzo pare siano le onde: artificiali, beninteso, e pazienza se il motore asfittico della vasca non elevi il livello delle acque che di una ventina di centimetri, stima al rialzo. Sarà che di cavalloni naturali in Lombardia non c’è traccia, sarà che il mare dista 200 chilometri ma è lì che si concentrano in massa ogni mezz’ora gli avventori della struttura, trentacinquemila metri quadri di scivoli, spiagge finte, bar, saune e ancora bar che ne certificano il primato di più grande parco acquatico della Lombardia.
Un giorno in spiaggia all'Acquaworld di Concorezzo, la «Polinesia della Brianza»: «Spendo 240 euro per una cabina, oggi voglio fare il ricco»
Una giornata nel parco acquatico, tra arrosticini e pasta al forno a 40 gradi, scivoli di 80 metri vietati ai cardiopatici e altoparlanti anche in bagno. «Occhio a non perdere i braccialetti all'ingresso: costano peggio di un Rolex»









