C’è chi mette dei cartelli che però sono solo di avvertimento. E c’è chi ogni mattina mette segnali di divieto che poi qualcuno toglie, li rimette per vederseli ritogliere eccetera. «La sicurezza sul lago è un tema», ammette Gloria Rolfi, direttrice dell’Autorità di Bacino del Sebino. Solo che per molti non è chiaro a chi competa mettere o meno delle boe che distinguano le zone in cui fare il bagno da quelle in cui possono passare le barche. Ed evitare quindi tragedie come quella di martedì a Predore che è costata la vita a Frisca Lisa Laygo, di cui ieri sono stati celebrati i funerali.
Lago d’Iseo, un milione di visitatori: «Tuffi pericolosi per imitare i tiktoker. Dobbiamo mettere boe per evitare incidenti con le barche»
Dopo l’investimento di una donna a Predore, sindaci e autorità del Sebino: un groviglio di norme, difficile gestire la sicurezza dei bagnanti










