Il caso

Patrizia Feletig

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Proprio sotto il laghetto dell’Eur, in questi giorni alla ribalta delle cronache per l’anomalo colore giallognolo delle sue acque dovute alla proliferazione di alghe effetto del caldo eccezionale, si nasconde una grande opera incompiuta: l’acquario di Roma che rischia di non aprire mai. L’ambizioso progetto di un’attrazione turistica internazionale, un polo didattico e di divulgazione scientifico, comprensivo di un centro commerciale nel quartiere razionalista della Capitale venne avviato vent’anni fa con la concessione da parte dell’ente Eur SpA alla società Mare Nostrum Romae. L’imprenditore Domenico Ricciardi si era impegnato ad aprire la struttura entro il 2011, promessa rilanciata puntualmente in occasione dei due Giubilei, si susseguono diverse inaugurazioni a parole e di aperture mancate fino alla spettacolare anteprima “a secco” (piscine non riempite) nel 2019 con l’annuncio di aprire entro 6 mesi. Questa volta si mise di mezzo una causa di forza maggiore: il Covid.

La crisi