Da sogno a incubo. Gli ultimi dati sulla qualità delle acque del Tevere pubblicati da Arpa Lazio sembrano allontanare sempre di più la suggestione lanciata dal sindaco Roberto Gualtieri a settembre scorso, quando dal palco dell’Expo di Osaka si è lasciato andare a una promessa particolarmente ambiziosa: «Entro cinque anni il Tevere sarà balneabile». Già allora, di fronte alla pioggia di scetticismo e ilarità che ha travolto l’annuncio persino da parte della stampa estera, il Campidoglio prima ha difeso la proposta e l’ha rilanciata istituendo un tavolo tecnico ad hoc, che si è riunito a novembre, poi l’ha lasciata decantare e mai più menzionata. Forse la prudenza ha avuto la meglio, anche perché nel frattempo la Regione ha puntato su un progetto in apparenza più fattibile e su cui si lavora già da anni, ovvero la navigabilità del fiume. Un’ancora di salvezza a cui può aggrapparsi anche il Campidoglio, dopo essersi «tuffato» in una promessa forse troppo grande anche per l’attuale periodo pre-elettorale.