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Quando uno stadio di Coppa del Mondo si prepara a ospitare una partita, l'attenzione corre inevitabilmente ai campioni, alle sfide in campo, alla passione dei tifosi. Più raramente ci sofferma sulla musica che accompagna quelle immagini e contribuisce a costruirne l'identità. Eppure, per Angelo Laganà, musicista originario di Melito di Porto Salvo, è proprio lì che si nasconde una parte essenziale del racconto.Per i Mondiali 2026, Laganà firma un progetto composto da sedici brani originali, uno per ciascuna delle metropoli che ospiteranno le partite. Un lavoro che nasce in Calabria ma guarda al mondo, immaginando la musica come un ponte capace di collegare luoghi e passioni diverse. Non si tratta di semplici accompagnamenti sonori, ma composizioni pensate per raccontare l'identità delle città attraverso il linguaggio universale delle note.Un racconto musicale tra identità ed emozioni

"Ogni metropoli, attraverso le mie note - racconta - ha la sua anima, la sua storia, il suo ritmo che ho saputo trasformare in musica con immensa passione". Un'idea che si traduce in un vero e proprio omaggio alle città destinate a scrivere una pagina della storia del calcio mondiale, attraverso melodie che vogliono evocare emozioni e senso di appartenenza. Tutte le musiche sono state composte da Laganà, ad eccezione del brano dedicato a New York, realizzato dalla figlia Francesca. Gli arrangiamenti portano la firma dei maestri Adelmo Musso e Massimo Idà. La maggior parte delle composizioni è stata eseguita con fisarmonica-midi e accompagnata da un'orchestra di 35 elementi.